Medici e web, opportunità e rischi di un incontro in evoluzione

Nell’era del Web 2.0 la medicina trova nella rete eccezionali opportunità e alcuni rischi. Secondo uno studio (2010) di FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) il 90% dei medici di famiglia italiani utilizza Internet in maniera assidua e un terzo di essi possiede un profilo su almeno un social network, prediligendo Facebook e Myspace. In alcune Regioni, Emilia Romagna in testa, dove l’infrastruttura ADSL offre un servizio di connessione più capillare ben il 100% dei medici riferisce di utilizzare a fini professionali la rete.

Ulteriori dati emergono dalla ricerca “Nuovi canali per l'informazione scientifica tra e-detailing e tv digitale terrestre” presentata da Business International a Roma (2010) secondo la quale Internet costituisce “il mezzo preferito dai medici italiani per tenersi aggiornati”. Tuttavia ben il 60% del campione intervistato riferisce di essere deluso delle informazioni disponibili, evidenziando uno scollamento fra necessità professionali nascenti e qualità della risposta offerta dal Web. La stessa ricerca evidenzia alcune criticità in merito alla possibilità di incontrare un supporto online che sia utile al confronto diagnostico; i medici inoltre ritengono scarsa la possibilità di reperire informazioni sufficientemente documentate e attendibili. Le potenzialità del Web appaiono in Italia ancora inespresse nonostante sia presente una rilevante e crescente domanda da parte dei professionisti della sanità: oltre l'80% dei medici interrogati “naviga” con una frequenza elevata anche più volte al giorno. La maggioranza (89%) sceglie questo strumento perché veloce e perché offre la possibilità di confrontare più punti di vista (73%). Solo il 69% invece, ha dichiarato di essere motivato dalla completezza dell'informazione.
Durante l’evento di presentazione della ricerca Danilo Mazzara (Accenture) afferma che “oggi vince la velocità; non serve più lo studio di dettaglio, ma quelle informazioni mirate utili a dare rapidamente indicazioni, scientificamente solide, ad un paziente”. Prosegue inoltre affermando che “In Italia ci sono anche esperienze positive su questo fronte, citate spontaneamente dai medici intervistati, e questo vuol dire che le utilizzano veramente. In particolare il portale Univadis, realizzato da Msd, e eDott di Gsk che, effettivamente, si pongono come un supporto concreto all'attività professionale dei medici".
Nel panorama italiano sono presenti numerose altri tentativi di networking professionale in ambito sanitario, di piccole o medie dimensioni, sia d’iniziativa pubblica sia privata, capaci di aggregare ciascuno un numero di professionisti variabile. Per citarne solo alcuni: DottNet, MedicItalia, MyOpenCare, Medicina360, MillePeople e CamicInRete.
Durante la VI Conferenza Medicòs-Mìdia tenutasi a Rio de Janeiro lo scorso aprile sono emersi molti temi utili a inquadrare il rapporto fra medici e Internet e le sfide insite nel nuovo panorama digitale. In un’intervista, Eduardo Santanta, vice Presidente del FENAM (Federação Nacional Medicos) individua due priorità: la prima riguarda la necessità di incrementare l’attendibilità delle informazioni che gli utenti-pazienti incontrano sulla rete. La soluzione prospettata consiste nella certificazione dell’identità del medico o del ricercatore che pubblica contenuti su Internet attraverso articoli, blog o informazioni generiche sui social network. Su questo tema è da tempo attiva la Health on Net Foundation, una organizzazione no profit operante in ambito internazionale che si occupa di garantire i contenuti medico-scientifici (dal singolo pezzo a interi siti, blog o social network) pubblicati online, attraverso un’attenta e severa analisi realizzata dai comitati scientifici individuati a livello delle singole nazioni. La seconda priorità espressa riguarda la progettazione di un sistema cooperativo di valutazione a cui parteciperebbero i medici-navigatori utilizzando gli strumenti offerti dal web 2.0, accompagnati lungo il camino dagli operatori specializzati della comunicazione. L’obiettivo comunque, insiste Santanta, deve essere quello di utilizzare le tecnologie per migliorare l’erogazione dei servizi di sanità, tenendo il timone ben fermo nella direzione di un miglioramento del rapporto medico paziente. D’accordo anche Adolfo Paraiso, Presidente del Sindacato Medici di Maranhão, il quale afferma in tal senso: “La fiducia fra medico e paziente è indispensabile. Questo concetto deve essere trasferito anche nel nuovo rapporto venutosi a creare con l’avvento delle tecnologie dell’informazione. Il rapporto personale, vis à vis, non può né deve essere sostituito. Le nuove tecnologie d’altra parte possono arricchire questo rapporto, in forme nuove tutte da sperimentare”.
 


 di Marco Serra*

*Sociologo e Social and Marketing Researcher, consulente TIM Brazil per lo sviluppo del Piano di Comunicazione Sostenibiltà, collabora tra le altre cose, con la HouseOrgan di un importante gruppo bancario. Appassionato di media sociali e di e-healt, sta elaborando insieme ad Artea ad un ambizioso progetto di socialnetworking sanitario.