edutainment

I videogiochi come strumento formativo: i serious games

di Stefano Bertone

I tempi in cui i videogiochi erano una “cosa da bambini” appaiono ormai lontani, se mai sono esistiti.
È innegabile che per alcuni individui questo tipo di pregiudizio sia ancora radicato, e ciclicamente (seppur in misura minore rispetto al passato) qualcuno decide di scatenare una polemica denunciando la violenza del gioco elettronico. Se tuttavia si escludono queste frange estremiste e ignoranti, possiamo tranquillamente affermare che i videogiochi negli ultimi anni sono divenuti una forma di intrattenimento largamente diffusa e “accettata”. Ciò è dovuto a numerosi fattori, l’analisi dei quali esula dallo scopo di questo articolo. Possiamo però, con buona approssimazione, individuarne uno dei più importanti: il videogioco sta diventando un esempio sempre più eccezionale di sinergia e integrazione tra le arti, capace di trasformarsi in forma d’arte esso stesso.

Corso di Alta Formazione: "Edutainment. Nuovi metodi e strumenti per la formazione"

L’edutainment rappresenta una delle nuove frontiere della formazione: combinare le esigenze e le tecniche di apprendimento in un sistema in cui divertimento e intrattenimento rappresentano lo scenario del percorso formativo. L’obiettivo è accelerare la crescita personale e professionale degli individui e delle organizzazioni, aggiungendo valore con l’intrattenimento. L’uso di metodologie e strumenti che provengono dal teatro e da altre arti figurative può alimentare l’apprendimento delle competenze necessarie per la gestione di processi formativi e di consulenza in azienda e in vari tipi di organizzazioni.
L'edutainment consiste quindi in nuove modalità di insegnamento e di apprendimento che si basano sulla sinergia fra il processo formativo e il gioco. L’edutainment parte da quelli che sono i fabbisogni specifici utilizzando metodologie innovative e soprattutto valorizzando i vantaggi dell'interattività, della partecipazione, della connettività e della multimedialità.

Edutainment. Nuovi metodi e strumenti per la formazione

di Giusi Miccoli e Jader Giraldi
Passato e futuro, le due “facce” del 2009 Il 2009 oltre ad essere conosciuto come l’anno della crisi mondiale è anche l’anno che l’Unione Europea ha dedicato alla Creatività e all’Innovazione. Quindi, da un lato crisi economica e del lavoro, dall’altro strategie volte a promuovere approcci creativi e innovativi in vari campi, tra cui quelli dell’istruzione e della formazione professionale. L’immagine di Giano potrebbe ben rappresentare quest’anno: un momento della nostra società in cui vedere sia il passato che il futuro e riflettere su piani e azioni passate e future. Il 2009 è un anno che su un versante esprime minacce al sistema economico, in termini di riduzione del fatturato, crisi delle aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, perdita di posti di lavoro nell’industria e tra i giovani, principalmente precari. Anche se l'economia mostra i primi segnali di ripresa, l’OCSE nell'Employment Outlook 2009 indica che le prospettive per il lavoro a breve termine non sono positive ed invece è atteso un peggioramento nel 2010. La previsione in Europa è di 57 milioni di disoccupati (quasi il 10%) e in Italia di circa il 10,5%. I gruppi maggiormente a rischio sono i giovani, i lavoratori con contratti temporanei o atipici, quelli con bassa professionalità, gli immigrati, le minoranze.